Articoli

 
Cagliari, febbraio 1997

Il metodo di Goebbels
di Alberto Corda


Si è raramente riflettuto su come i mass-media (e, per conseguenza, anche la politica) di oggi hanno adottato come loro metodo portante il "metodo di Goebbels".
Il ministro della Propaganda nazista, Goebbels, aveva capito, ed enunciato, che una menzogna, detta e ripetuta insistentemente, sfrontatamente, per un'infinità di volte, diventerebbe verità. Anzi, diventa la Verità. E Goebbels era un esperto di mass-media. Nessuno meglio di lui, e prima di lui soltanto i fascisti in Italia, aveva saputo sfruttare i nuovi media, la radio in particolare, così bene.
L'altro elemento grave, anzi il più grave, di quest'uso dei media consiste nell'alterazione, attraverso di esso, del pensiero, o almeno del pensiero riflettente.
Giacché, a ben vedere, non è tanto la trasformazione della menzogna in Verità l'elemento più orribile.
I rapporti tra verità e menzogna sono sempre stati, anche in filosofia, molto sottili, e caratteristica principale del pensiero autoritario è sempre stata quella di presentarsi come la Verità, l'unica ed assoluta Verità.
La rivelazione che la Verità è menzogna si riscontra nelle opere di Nietzsche come una rivelazione liberatoria. "I fatti sono stupidi", perché ogni fatto richiede un'interpretazione.
Anzi, il fatto stesso non esiste senza la sua interpretazione. Ciò significa che, come per Kant il noumeno, la Cosa in sé, non è percepibile se non nel fenomeno, così per Nietzsche il fatto non è percepibile senza l'interpretazione.
Così il punto di vista diviene fondamentale, più fondamentale del fatto in sé.
Attraverso questa operazione la Verità (come Verità Assoluta) si rivela impossibile, ed ogni "menzogna" (ogni punto di vista, ogni prospettiva) diviene legittima.
Bisogna perņ aggiungere che la prospettiva non elimina i fatti, ma semmai li definisce e li contorna come fatti. Non si dà insomma una totale libertà di invenzione, ma una possibilità di definizione e di contornamento dei fatti. E la prospettiva è tale in una forma di pensiero riflettente, non in una passiva adeguazione del nostro pensiero alla "menzogna ripetuta" che si fa Verità.
Invece, per Goebbels, il pensiero delle masse, ipnotizzate dai nuovi mass-media deve adeguarsi al pensiero di colui che possiede e gestisce il mass-medium. E che, grazie a questo potere, può imporre alle masse la propria prospettiva distorta che elimina il fatto e vi sostituisce una sorta di interpretazione senza fatto. Un'interpretazione assoluta che si presenta come Verità Assoluta, ed è invece la menzogna.
Oggi tutti i mass-media sono seguaci di Goebbels.
Si veda come, ad esempio, sulla scia della moda dell'ultraliberismo Friedmaniano, oggi non si trova quasi mass-medium che non ripeta la menzogna della necessità di "tagliare lo Stato Sociale", di "tagliare le pensioni", di "ridurre i salari e gli stipendi", e via dicendo. Tutto, così, viene a volte giustificato con la presunta necessità economica, a volte viene semplicemente presupposto come "ovviamente necessario"
Ovviamente, qualora tutto ciò venga attuato, la crisi economica in atto non solo non ne risulterà alleviata, ma anzi vieppiù aggravata.
Infatti la continua e progressiva riduzione del mercato conseguente all'impoverimento della popolazione, non potrà certo riflettersi favorevolmente sull'andamento dell'economia.
Ma poco importa: poiché ormai la menzogna ripetuta, è divenuta perciò stesso Verità, dice che per risolvere la crisi bisogna ridurre pensioni, salari e stipendi, così bisognerà continuare a fare. Chi si opporrà sarà tacciato nel caso migliore di keynesismo, nel peggiore di comunismo.
E poiché il pensiero neoliberista ha anche imposto un' interpretazione distorta della caduta dei regimi dell'Est, ossia l'idea che essi sarebbero crollati per la loro crisi economica e non per altri motivi, non ci sarà nulla da fare.
Il metodo di Goebbels ha trionfato.
Chi si sottrae ancora a questo metodo? Non abbiamo che pochi esempi. Ho letto qualcosa sui libri di "economia e biologia" dell'inglese Steve Jones. Ho letto un articolo anti-liberista (e non marxista) del finanziere progressista George Soros.
Ma é davvero poco. Il pensiero neoliberista trionfa facilmente anche perché il pensiero marxista é oggi, forse giustamente, svalutato. E quasi nessuno, salvo le eccezioni sopra ricordate, riesce ad opporsi al neo liberismo senza ricorrere ai vecchi schemi del marxismo.
I mass-media, sempre fedeli al loro metodo, al metodo di Goebbels, divulgano pure un'altra delle loro fandonie. L'equazione liberismo=liberalismo=libertarismo secondo la quale, sotto il segno della libertà, sotto questa magica e bella parola, sarebbero coincidenti la lotta per la libertà di impresa, quella per la libertà politica, e quella per le libertà civili e intensive, é un'ennesima fandonia mass-mediatica. Nella quale peraltro cascano molti giovani (anche certi nostri giovani amici, i quali sono sinceramente convinti che la destra voglia "la libertà" e la sinistra difenda invece "lo Stato").
Recentemente é morto in Cina Deng Xiaoping, il dittatore "comunista" responsabile dell'orrenda strage di Tienanmen. Ha ricevuto grandi elogi da tutti i potenti "democratici" della Terra, in primis dai liberisti-liberali di destra. Solo alcuni esponenti della sinistra hanno ricordato la strage di Tienanmen e le responsabilità di Deng nel mantenimento in Cina di un regime a partito unico che manda a morte migliaia di cittadini ogni anno.
Cosa dedurne? I liberisti amano la libertà? E, se sì, quale libertà?
Evidentemente i nostri liberisti-liberali ritengono che la cosiddetta "libertà d'impresa" (garantita in Cina da Deng) sia l'unico elemento importante. E rinuncerebbero senza troppi patemi d'animo alle libertà politiche e civili, intensive.
Qui si scopre la falsità del liberalismo-libertarismo dei nostri liberisti. E si scopre che la tanto vituperata sinistra, "illiberale" ed anti-liberista, é molto più vicina agli studenti democratici cinesi massacrati a Tienanmen dal Partito Comunista Cinese di quanto non lo siano i liberali democratici di destra di tutto il mondo (amiconi, invece, del monocrate Deng).
Come dovevasi dimostrare.
Io lo sapevo già.
E voi?

Alberto Corda

link
approfondimenti
campagne
articoli
bibliografia
home
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Torna all'homepage